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La canzone del mare

Summary:

e se quella prigione fosse l'ispirazione per questa canzone?

Notes:

Questa è un'idea che mi frulla in testa da un po', cercherò di svilupparla meglio!

Work Text:

Il vento soffia forte oggi, come sempre. Ma non è solo il vento a farmi rabbrividire. Il cielo grigio di Haesong sembra riflettere perfettamente il tumulto che si nasconde nel mio cuore. Mi ritrovo a camminare lungo il molo, osservando le onde impetuose che si infrangono sugli scogli. Il suono del mare mi calma, per un attimo mi fa sentire più leggero, come se il peso che porto da settimane potesse dissolversi, almeno per un po'.

È tutto così strano. La mia vita è stata decisa per me, ancora prima che potessi capirla. Mio padre e la famiglia Lee hanno organizzato questo matrimonio. Un contratto, niente più. Da quando ho ricevuto la notizia, non riesco a pensare a nient'altro. Minho. Lee Minho. La persona che odio con tutto me stesso e che, da oggi, è destinato a diventare mio marito.

Come se il destino non avesse un senso dell'umorismo, mi ritrovo a vivere con lui sotto lo stesso tetto, con le stesse regole, come se non ci fosse stato un passato fatto di bullismo, di insicurezze, di frecciatine sottili lanciate nei corridoi della scuola. Non so cosa mi spinga a non rivelare subito la verità. Il nostro matrimonio è segreto, per ora. E non è che Minho voglia svelarlo. Non è che voglia esserci.

La verità è che, anche se le cose sembrano andar male, qualcosa è cambiato. A volte, quando ci guardiamo di sfuggita, vedo nei suoi occhi una vulnerabilità che non avevo mai notato. O forse è solo una mia fantasia. Ma non posso ignorarlo.

Tre giorni fa, quando i nostri genitori ci hanno chiamati per la cena che avrebbe sancito ufficialmente il fidanzamento, mi sono sentito come se la terra stesse tremando sotto i miei piedi. Non mi aspettavo che fosse lui. Minho. Quello che mi ha sempre preso in giro con Changbin e Chan, il ragazzo che aveva tutto dalla sua parte, che mi ridicolizzava ogni giorno per la mia condizione di omega. Era lì, con me, a dirci che eravamo legati dal destino. Ma se c’è una cosa che so fare bene, è nascondere le mie emozioni. La mia rabbia, la mia frustrazione, l’odio che provavo per lui, sono diventati un muro impenetrabile. Nessuno avrebbe capito quanto mi faceva male.

Il peggio, però, è che nel mezzo di tutto questo, ho iniziato a notare cose strane in Minho. Come quando, una sera dopo la scuola, mi ha sorpreso in un angolo della sala, mentre si lasciava andare a una danza segreta. Un'arte che non avrebbe mai mostrato al mondo, per paura che suo padre, che lo voleva solo un calciatore di successo, lo disprezzasse. Era lì, nel suo angolo, libero, come non l'avevo mai visto. Mi sono sentito in dovere di proteggere quella passione. Forse era l'unica cosa che mi legava a lui, anche se non volevo ammetterlo.

“Non dirlo a nessuno,” mi aveva sussurrato, “ma è il mio sogno.”

E allora ho deciso di usarlo contro di lui. Un ricatto che mi dava almeno un po' di potere. Ma la verità è che non mi sono mai sentito più confuso. Minho e i suoi amici, che un tempo mi facevano tremare, sembravano perdere di forza. Cambiava tutto, ma non riuscivo a capire cosa sentivo. Era come se mi trovassi su una spiaggia deserta, senza una direzione, senza un punto di riferimento.

E così, quando Minho ha iniziato a comportarsi in modo dolce con me, a baciarmi con una passione che non avrei mai pensato esistesse, non sapevo come reagire. Soprattutto quando l’odio che avevo per lui cominciava a svanire, lasciando il posto a una confusione totale. Ma non era amore. Non ancora. O forse lo era. Non riuscivo a capirlo. E poi, durante la vigilia di Natale, quando tutto è cambiato. È stato il primo momento in cui siamo stati davvero... insieme. Ho perso la mia innocenza con lui, con la speranza che finalmente potessi essere parte della sua vita. Ma quando mi ha lasciato, quando mi ha trattato come se tutto fosse stato solo un gioco, il mio cuore si è spezzato.

Sono scappato. Ho cercato di nascondermi nel mio dolore, circondato dai miei amici. Ma nulla sembrava aiutarmi. Poi, una sera, l’ho visto di nuovo. Baciando un’altra omega. E mi sono sentito tradito. La ferita che avevo cercato di ignorare è esplosa, mi ha fatto crollare in mille pezzi.

Mi sono detto che dovevo andare avanti. Dovevo cercare un altro alpha che mi amasse davvero. Ma i miei genitori non avevano alcuna intenzione di lasciarmi libero. Mi hanno costretto a passare ancora più tempo con Minho. E io, che pensavo di averlo dimenticato, ho capito che non era così. La mia vita sembrava una prigione.

Poi, è successo qualcosa che non avevo previsto. Ho deciso di trasferirmi per un po', andare da mia madre. Ho lasciato Haesong, ho lasciato Minho. E nel silenzio di Cheonghwa, lontano da tutto, ho ritrovato la pace. Ma ogni giorno, pensavo a lui. E quando sono tornato a Haesong, qualcosa era cambiato.

L’ho trovato sul ponte degli innamorati, il nostro ponte. Era lì, come se stesse aspettando di dirmi qualcosa. Ma non avevo più le risposte. Solo domande. Mi ha guardato, i suoi occhi ora erano diversi. Non più solo l’alfa arrogante, ma qualcuno che sembrava vulnerabile, disposto a perdere tutto per me.

“Jisung,” ha detto, e per la prima volta sembrava sinceramente preoccupato. “Non voglio che tu mi perdoni. Voglio solo che tu sappia che ti amo, e non sono più la persona che eri prima. Ho bisogno di te nella mia vita, se vuoi esserci.”

Mi ha detto che mi avrebbe aspettato. Non so cosa farò, ma ora, almeno, sento che c’è una possibilità. Una possibilità che forse, finalmente, possiamo scrivere insieme la nostra canzone.